Trattamento con le cellule staminali per la pancreatite cronica

Soffrire di pancreatite cronica può avere un impatto significativo nella vita di un individuo. È una patologia nota per essere irreversibile e colpisce il modo in cui l’organismo è in grado di digerire il cibo. Le cellule staminali sono, a oggi, uno dei metodi più consigliati per la sua cura. Pur essendoci diverse opzioni di trattamento disponibili, la maggior parte si occupa solo della gestione dei sintomi, inoltre gran parte di chi ne soffre non considera le opzioni chirurgiche per vari motivi.

Ecco perché molti cercano cure alternative per arrivare a una soluzione permanente e più soddisfacente. L’uso della terapia cellulare per trattare la pancreatite è, infatti, un trattamento molto promettente. 

In questo articolo si prenderà in considerazione la terapia rigenerativa per la pancreatite cronica e i dettagli dell’uso delle cellule staminali nel pancreas. Andremo a rispondere a molte domande, tra cui come avvenga il trapianto di cellule staminali nel pancreas e in cosa consista la pancreasectomia per la pancreatite cronica.

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Dr. Aleksandra Fetyukhina, MD

Medical Advisor, Swiss Medica doctor


Cos’è la pancreatite?

Il pancreas è una ghiandola collocata dietro lo stomaco e la sua funzione nell’organismo è quella di produrre enzimi per la digestione e ormoni come l’insulina.

Inoltre, dal pancreas si origina il succo pancreatico, un liquido contenente gli enzimi che scompongono zuccheri, grassi e amidi. Esso secerne anche gli ormoni che aiutano il processo di digestione.

La pancreatite è una condizione medica caratterizzata dall’infiammazione del pancreas e le ricerche scientifiche a riguardo hanno fatto importanti passi avanti. 

A seconda della sua durata, la pancreatite può essere distinta in acuta o cronica. I sintomi e gli esiti sono diversi a seconda di quale sia la tipologia che colpisce il paziente.

Cos’è la pancreatite acuta?

La pancreatite acuta è un’infiammazione improvvisa del pancreas che dura per un periodo di tempo relativamente breve: solitamente si risolve entro una o due settimane. La prognosi è buona e la maggior parte degli individui si ristabilirà completamente.

In questo caso, i pazienti provano un forte dolore nella parte superiore dell’addome. Molte persone colpite da questa patologia affermano che il dolore, che talvolta arriva a irradiarsi fino alla schiena, peggiora dopo aver ingerito del cibo. Gli individui affetti da pancreatite acuta tendono anche a sperimentare nausea, vomito e febbre.

Cos’è la pancreatite cronica?

La pancreatite cronica è significativamente diversa dalla pancreatite acuta: anziché un’infiammazione improvvisa e dolorosa i pazienti ne sperimentano una a lungo termine. Questa condizione è irreversibile e il danno costante al pancreas può provocare la fibrosi della ghiandola.

I pazienti con pancreatite cronica provano un dolore addominale costante che può arrivare a essere tanto debilitante da impedire loro di svolgere le attività quotidiane. A causa degli effetti a lungo termine dei danni al pancreas i pazienti possono notare altri sintomi legati alle sue funzioni primarie.

Per esempio, in seguito a delle alterazioni nel processo digestivo, può verificarsi un’inspiegabile perdita di peso. A causa del ruolo del pancreas nella scomposizione dei grassi, inoltre, i pazienti possono presentare feci oleose, una condizione patologica nota come steatorrea.

Una delle complicazioni più temute della pancreatite cronica è il danneggiamento della parte del pancreas che produce insulina: quando questo accade il paziente sviluppa il diabete, ovvero la presenza di un alto livello di zucchero nel sangue correlato da una serie di sintomi specifici.

Quali sono le cause della pancreatite?

La pancreatite si verifica quando gli enzimi digestivi della ghiandola vengono attivati prima di entrare nel tratto digestivo; essi attaccano e irritano le cellule del pancreas causando l’infiammazione. 

Ci sono diversi fattori che possono causare l’attivazione di questi enzimi. Tra questi ci sono:

  • Alcolismo
  • Calcoli nel dotto biliare
  • Cancro al pancreas
  • Uso di alcuni farmaci
  • Trigliceridi elevati nel sangue (ipertrigliceridemia)
  • Lesione addominale
  • Chirurgia addominale
  • Obesità

Come viene diagnosticata la pancreatite?

L’anamnesi e i sintomi di un paziente sono i primi elementi di cui si serve un medico per ipotizzare la presenza della condizione patologica. Quando un medico sospetta una pancreatite può richiedere accertamenti per poterla diagnosticare con certezza.

Tra gli accertamenti che potrebbero essere utilizzati per diagnosticare la pancreatite vi sono:

  1. Marcatori enzimatici: un esame del sangue utilizzato per misurare i livelli di enzimi digestivi amilasi e lipasi nel sangue. Essi vengono immessi nel flusso sanguigno nel caso in cui sia presente un danno al pancreas.
  2. Test di diagnostica per immagini come l’ecografia o la TAC: essi serviranno a fornire immagini del pancreas e delle strutture associate. Si tratta di un modo semplice per notare anomalie fisiche.
  3. I livelli di calcio e trigliceridi nel siero possono essere usati per trovare le cause di un caso di pancreatite.
  4. Gli esami delle feci possono essere utilizzati per valutare la quantità di grasso in esse presente. Tuttavia, una significativa compromissione della digestione e dell’assorbimento dei grassi si verifica solo nella malattia avanzata.
  5. Colangiopancreatografia retrograda endoscopica: questo test di diagnostica per immagini fornisce la riproduzione fotografica migliore del sistema duttale del pancreas. È il test più valido nel diagnosticare la pancreatite cronica.

Quali sono le opzioni di trattamento per la pancreatite?

In genere, il trattamento della pancreatite si concentra sulla gestione del dolore garantendo un’adeguata idratazione e nutrizione (per via parenterale, se necessario) e, in alcuni casi, valutando la somministrazione di ulteriori farmaci.

In molti casi la chirurgia diventa un’opzione da considerare. In quelli in cui la condizione patologica fosse causata da calcoli biliari, ad esempio, potrebbe essere necessario rimuoverli chirurgicamente. In altri potrebbe essere necessario rimuovere parti del pancreas, un intervento dal nome pancreatectomia parziale o totale a seconda del caso.

Tuttavia, optare per un programma che utilizzi la terapia cellulare per la pancreatite può essere un’alternativa molto promettente. Ha il potenziale di migliorare i sintomi della pancreatite in modo significativamente più evidente rispetto al trattamento tradizionale, soprattutto con la prospettiva della rigenerazione con le cellule staminali nel pancreas.

Come funzionano le cellule staminali per il trattamento della pancreatite?

Sia nella pancreatite acuta che in quella cronica si verifica una forte infiammazione a livello localizzato e sistemico con conseguenti danni e complicazioni devastanti per il pancreas. Si ritiene, quindi, che il trapianto di cellule staminali nel pancreas possa giocare un possibile ruolo terapeutico in entrambi i tipi di pancreatite.

Il trapianto di cellule staminali mesenchimali (CSM) aiuta a preservare la rigenerazione dei tessuti andando a sostituire le cellule degenerate e regolando la produzione di stress ossidativo. 

Nello specifico, nel trattamento della pancreatite, le CSM sembrano essere in grado di recuperare il tessuto danneggiato grazie alle loro capacità di proliferazione e differenziazione, oltre alle funzioni di regolazione dei livelli di stress ossidativo sotto al controllo del microambiente.

Inoltre, con gli ultimi studi, si è cominciato a sfruttare le cellule staminali per tumore al pancreas. Le cellule mesenchimali possono, infatti, essere integrate nel microambiente tumorale, come un cavallo di Troia in grado di raggiungere il tumore e avvelenarlo.

Le cellule staminali per tumore al pancreas si dimostrano così una moderna innovazione scientifica per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Cosa include il programma di trattamento con le cellule staminali

La procedura per il trattamento a base di cellule staminali per la pancreatite cronica comprende più fasi. Alcune possono richiedere settimane, se per la terapia vengono utilizzate le cellule proprie del paziente (autologhe), altre giorni, quando si tratta di cellule donate.

Prodotto a base di cellule in preparazione nel laboratorio di Swiss Medica.

Il primo passo è la raccolta delle cellule staminali mesenchimali dai tessuti propri del paziente o donati. Le CSM possono essere raccolte da varie fonti, ma quelle più facilmente prelevabili provengono dal tessuto adiposo, dal midollo osseo e dal cordone ombelicale. Per raccogliere il biomateriale autologo il paziente viene portato in sala operatoria, l’area di pelle da cui verrà effettuato il prelievo viene pulita, viene somministrata un’anestesia locale o generale e poi vengono raccolti i campioni.

In seguito le cellule dovranno essere trattate adeguatamente: questo è il momento in cui le cellule staminali per il pancreas sono estratte e preparate dal campione. Prima che il farmaco a base di cellule possa essere iniettato, esse saranno coltivate in condizioni controllate per ottenerne una grande quantità e, perché ciò avvenga, è richiesto il periodo di tempo più lungo, che può essere anche di quattro settimane.

Una volta pronte si può iniziare la terapia con le cellule staminali per la pancreatite. Questa è la fase in cui le cellule vengono introdotte nel corpo. Nel caso della terapia con le CSM per la pancreatite cronica ciò avviene tramite infusione endovenosa. Il paziente viene tenuto rilassato, mentre gli viene somministrata un’infusione della durata complessiva di una o due ore; le cellule si muoveranno verso i siti di infiammazione e nei tessuti danneggiati assicurandone la guarigione.

Sicurezza ed effetti collaterali

La terapia con le cellule staminali del pancreas è molto sicura quando eseguita da professionisti clinici esperti. Uno studio che ha utilizzato CSM derivate dal cordone ombelicale non ha riscontrato complicazioni importanti in seguito al trattamento.

Durante la procedura di terapia con le cellule staminali esse vengono iniettate per via endovenosa.

La maggior parte dei pazienti tollera molto bene il trattamento con le cellule staminali pancreatiche, soprattutto se eseguito in un centro di terapia cellulare con personale qualificato ed esperto. Tuttavia, va tenuto presente che ogni paziente è diverso e non è possibile escludere completamente il rischio di reazioni avverse. Ancora una volta, rivolgendosi a un centro professionale, il rischio e l’esito delle reazioni possono essere ridotti al minimo.

Costo della terapia cellulare per la pancreatite

In generale, la terapia con metodi di medicina rigenerativa è piuttosto costosa arrivando a richiedere, in alcuni casi, fino a decine di migliaia di dollari. Tuttavia, il prezzo esatto varia a seconda dei casi e delle necessità proprie del paziente. I costi sono definiti da ciò che è incluso nel programma di trattamento.

Per esempio, alcuni pazienti optano per il trattamento in ricovero la cui durata può variare, altri invece possono richiedere trattamenti aggiuntivi. Anche la quantità di iniezioni e di cellule staminali necessarie può variare, insieme ad altri aspetti del trattamento che devono essere personalizzati. Tutti questi elementi vanno a influire sul costo finale.

Per ottenere la stima più accurata del costo della terapia con le CSM per il tuo caso contatta la clinica per chiedere informazioni: non solo conoscerai il costo del trattamento, ma sarà anche un’opportunità per trovare risposta a dubbi e domande urgenti.

Migliorare la qualità della vita con le cellule staminali

La pancreatite cronica è una condizione patologica che non ha una cura definitiva. Molti pazienti non sono soddisfatti delle sole opzioni farmacologica e chirurgica. La terapia con il trattamento a base di cellule staminali offre loro una promettente opportunità per ristabilirsi e migliorare la loro qualità di vita in modo sostanziale.

Anche se gli effetti del trattamento variano da un paziente all’altro, si tratta di una procedura molto sicura a cui sottoporsi. Quindi la domanda è: vale la pena attenersi a trattamenti consolidati, ma che non ripristinano la piena funzionalità, quando è disponibile un’opzione rivoluzionaria come la terapia cellulare?

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