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Farmaci per l’autismo: comprendere benefici, rischi e limitazioni

speranza di trovare un trattamento che intervenga direttamente sulle difficoltà sociali e comunicative.

In realtà, i farmaci non agiscono sull’autismo in sé. Possono, però, essere utili in alcuni casi, ad esempio per gestire l’irritabilità, l’iperattività, l’ansia o i problemi legati al sonno.

Se prescritti in modo appropriato e sotto supervisione medica, possono essere integrati in un percorso terapeutico più ampio, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita del bambino e di supportarne lo sviluppo nel tempo. Per questo è importante chiarire fin da subito cosa possono offrire e quali sono, invece, i loro limiti.

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L’autismo nell’adulto e la farmacologia. Esistono dei rimedi per questa condizione?

Quando si valuta un trattamento farmacologico, è importante distinguere tra la condizione e i sintomi associati. L’autismo riguarda il modo in cui il cervello si sviluppa e funziona, quindi i farmaci non ne modificano le caratteristiche di base.

Attualmente non esistono i nuovi farmaci per l’autismo in grado di intervenire sull’autismo in sé, incluse le difficoltà nella comunicazione sociale e i comportamenti ripetitivi che lo caratterizzano. 

Possono, però, essere utili nella gestione di alcune difficoltà correlate. Ad esempio, se un bambino manifesta un’ansia molto intensa che limita le sue attività quotidiane, un ansiolitico può aiutarlo a sentirsi più tranquillo e a relazionarsi con maggiore serenità.

meds for autism
Non esiste un piano di trattamento standardizzato per l’autismo. Per questo motivo, nel tempo è aumentato anche il numero di farmaci utilizzati, in base ai diversi sintomi su cui possono intervenire.

Gestione dei sintomi e supporto allo sviluppo

I medici possono prescrivere farmaci per l’autismo e, quando lo ritengono opportuno, utilizzarli anche off-label. In questi casi non si interviene sull’autismo in sé, ma su quei sintomi che possono rendere più difficile la vita quotidiana, come la scuola o la partecipazione alle attività e ai percorsi terapeutici.

  • Gestione dei sintomi: ridurre manifestazioni come aggressività, autolesionismo o insonnia persistente
  • Supporto allo sviluppo: favorire l’efficacia degli interventi educativi. Quando il bambino è meno iperattivo o irritabile, riesce a partecipare più facilmente alle attività di apprendimento e a interagire meglio

L’autismo e la terapia farmacologica: come viene deciso dai medici quando è appropriata?

La decisione di iniziare una terapia con i medicinali per l’autismo, sia nei bambini che negli adulti, viene presa con molta attenzione. Anche nell’autismo di Asperger, i farmaci vengono prescritti solo in presenza di specifiche indicazioni cliniche.

In genere si valuta questa opzione quando i sintomi incidono in modo significativo sulla sicurezza, sull’apprendimento o sulla vita quotidiana. Il criterio principale è, quindi, l’impatto concreto sulla quotidianità della persona.

Quando i sintomi limitano la vita quotidiana?

Il trattamento farmacologico viene preso in considerazione quando alcune difficoltà incidono in modo rilevante sul benessere o sull’autonomia. I medici possono suggerire l’uso di nuovi farmaci per l’autismo quando le strategie non farmacologiche non sono sufficienti a gestire determinate situazioni, ad esempio:

  • aggressività fisica che rappresenta un rischio per il bambino o per chi se ne prende cura
  • impulsività grave che comporta pericoli immediati, come la tendenza alla fuga
  • rigidità estrema che può sfociare in crisi di rabbia prolungate e difficili da gestire

Autismo di Asperger e i farmaci: quando possono essere utili?

Nell’autismo di Asperger, i farmaci non rappresentano un trattamento di base, ma possono essere utilizzati in presenza di sintomi specifici che incidono sulla qualità della vita. Tra questi rientrano, ad esempio, ansia significativa, irritabilità, difficoltà nella regolazione emotiva o disturbi del sonno.

Il ruolo del team multidisciplinare

La decisione di usare dei farmaci per l’autismo non viene presa da un solo professionista. Di solito coinvolge più figure, come un neurologo pediatrico, uno psichiatra, degli specialisti del comportamento e la famiglia.

Prima di iniziare una terapia farmacologica, si cerca di capire bene cosa stia davvero succedendo. Vengono considerati fattori ambientali e sensoriali, i comportamenti del bambino e altre possibili cause, per valutare se i farmaci siano effettivamente necessari.

Farmaci per l’autismo approvati dalle autorità sanitarie per la gestione dell’irritabilità

Sebbene molti farmaci per l’autismo negli adulti e nei bambini siano prescritti off-label, la FDA (Food and Drug Administration, l’agenzia statunitense per il controllo su alimenti e farmaci) ha approvato in modo specifico due antipsicotici atipici per il trattamento dell’irritabilità associata ai disturbi dello spettro autistico (ASD). Si tratta dei farmaci più studiati per la gestione delle crisi comportamentali più gravi.

Risperidone (Risperdal): indicazioni, benefici e possibili criticità

Il risperidone è stato il primo farmaco approvato dalla FDA per l’irritabilità nell’autismo, utilizzato nei bambini tra i 5 e i 16 anni. Può aiutare a ridurre comportamenti come l’aggressività e l’autolesionismo.

Va, però, usato con attenzione, perché può avere diversi effetti collaterali come un aumento di peso e un aumento dei livelli di prolattina, con possibili conseguenze a livello endocrino.

Aripiprazolo (Abilify): utilizzi e profilo di sicurezza

Anche l’aripiprazolo è approvato per bambini e adolescenti tra i 6 e i 17 anni. Agisce sulla dopamina e la serotonina, in modo simile al risperidone, ma con alcune differenze negli effetti collaterali.

In alcuni casi l’aumento di peso è più contenuto, ma può comparire irrequietezza o acatisia (bisogno incontrollabile di muoversi). Per questo è importante monitorare nel tempo la risposta al trattamento e il benessere del bambino.

Trattamento farmacologico delle condizioni associate

L’autismo raramente si presenta da solo. Molte persone nello spettro presentano anche altre condizioni, definite comorbilità, che possono rendere il quadro clinico più complesso. In questi casi, la terapia farmacologica non è rivolta all’autismo in sé, ma alla gestione di queste condizioni associate, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita complessiva.

Gestione dei sintomi di ADHD nei pazienti autistici

Tra il 30% e il 50% delle persone con ASD presenta anche dei sintomi riconducibili all’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder; ossia Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività). In questi casi, per migliorare l’attenzione e la concentrazione si possono usare dei farmaci stimolanti, come il metilfenidato, oppure non stimolanti, come l’atomoxetina.

Possono funzionare, ma nei bambini autistici è più facile osservare degli effetti collaterali, ad esempio una maggiore irritabilità o una tendenza all’isolamento.

Farmaci per ansia, comportamenti ossessivo-compulsivi e disturbi dell’umore

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), come fluoxetina o sertralina, sono spesso impiegati per gestire stati di ansia intensa.

Pur non rappresentando una terapia primaria per l’autismo, possono essere utili quando l’ansia, la rigidità comportamentale o le difficoltà sociali hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana di bambini e adulti.

Farmaci per l’autismo: disturbi del sonno e supporto farmacologico

La mancanza di sonno rappresenta una difficoltà frequente nelle persone con autismo e può influire sia sullo sviluppo del bambino sia sul benessere psicologico dei genitori. Un riposo insufficiente tende ad accentuare i sintomi comportamentali, creando un circolo di disagio difficile da interrompere.

Farmaci su prescrizione per il sonno: quando vengono utilizzati?

Quando le strategie comportamentali legate all’igiene del sonno non sono sufficienti, i medici possono valutare l’uso di agonisti alfa, come la clonidina o la guanfacina. Questi farmaci, inizialmente impiegati per il trattamento della pressione arteriosa, possono avere un effetto calmante sul sistema nervoso e favorire l’addormentamento.

Melatonina e regolazione del ritmo circadiano

Molte persone con autismo presentano dei livelli di melatonina più bassi del normale. La sua integrazione, quindi, è spesso il primo intervento consigliato per migliorare il sonno.Studi pubblicati sul Journal of Autism and Developmental Disorders indicano che anche dosi ridotte possono contribuire a ridurre il tempo necessario per addormentarsi, migliorando la durata del riposo notturno.

Melatonin cycle
Quando il ritmo della melatonina è regolare, il corpo capisce che è il momento di dormire e si prepara al riposo, favorendo uno stato di calma. Allo stesso tempo, aiuta a mantenere il cortisolo basso durante la notte e a farlo risalire al mattino. Questo equilibrio contribuisce a ridurre lo stress notturno migliorando la qualità del riposo.

Effetti collaterali e rischi a lungo termine dei farmaci nei disturbi dello spettro autistico

Ogni trattamento farmacologico comporta dei possibili effetti collaterali. Essere informati in modo chiaro su questi aspetti è, quindi, fondamentale, soprattutto quando si interviene su un organismo in fase di crescita.

Aumento di peso, effetti metabolici ed endocrini

Gli antipsicotici possono favorire l’aumento di peso e alterare la sensibilità all’insulina, con un conseguente aumento del rischio di sindrome metabolica. Per questo motivo è necessario monitorare regolarmente la glicemia e il profilo lipidico nei pazienti che seguono questo tipo di terapia.

Sedazione, appiattimento emotivo ed effetti cognitivi

Alcune famiglie osservano che, pur riducendo l’aggressività, i farmaci per l’autismo possono rendere il bambino più silenzioso o meno espressivo. In alcuni casi, i genitori descrivono questa sensazione come se il bambino fosse “meno se stesso”.

Per questo è importante un monitoraggio costante e una comunicazione aperta con il medico. L’obiettivo è individuare la dose minima efficace, in grado di ridurre i sintomi più difficili senza influire sulla spontaneità, sulla personalità e sull’energia del piccolo. In presenza di cambiamenti nell’umore o nel coinvolgimento, è possibile rivedere la terapia.

Supporto nutrizionale e funzionale durante la farmacoterapia

L’uso prolungato di farmaci richiede attenzione anche alla salute generale dell’organismo. È importante supportare i processi con cui il corpo metabolizza ed elimina queste sostanze.

Supporto alla funzionalità epatica e renale

Un’assunzione continuativa di farmaci per l’autismo può aumentare il carico metabolico su fegato e reni. Mantenere una buona idratazione e seguire una dieta ricca di antiossidanti può aiutare l’organismo a gestire meglio questi processi riducendo lo stress a lungo termine sugli organi.

Strategie nutrizionali per ridurre gli effetti collaterali

Poiché l’aumento di peso è una preoccupazione principale, è consigliata un’alimentazione povera di zuccheri raffinati e ricca di fibre. In alcuni casi, i medici suggeriscono anche l’integrazione di acidi grassi omega-3 e di vitamina D3, per supportare la salute cerebrale e potenzialmente ridurre la dose necessaria di farmaci più potenti.

L’autismo nell’adulto e la farmacologia: Monitoraggio della sicurezza e adattamento della terapia farmacologica nel tempo

In ambito pediatrico, la terapia farmacologica non è qualcosa di definitivo. Nei bambini e adulti con autismo va monitorata nel tempo e adattata in base alla crescita, nonché alle esigenze del singolo caso.

  • Adeguamento del dosaggio: con la crescita, il metabolismo cambia. Un dosaggio efficace a 7 anni potrebbe non esserlo più a 12.
  • Controlli di laboratorio: sono necessari esami del sangue periodici per monitorare gli enzimi epatici, il colesterolo e i livelli di glicemia.
  • Monitoraggio della crescita e dello sviluppo: alcuni farmaci possono influire sugli ormoni della crescita o sulla densità ossea, per questo è importante controllare con attenzione altezza e peso con il pediatra.

Considerazioni etiche sull’uso di farmaci per bambini con autismo

L’uso di farmaci psichiatrici nei bambini, che non sempre possono esprimere pienamente il proprio consenso, pone delle questioni etiche importanti. Ogni scelta terapeutica dovrebbe essere guidata da un principio chiaro: tutelare il benessere e lo sviluppo nel lungo periodo.

Le decisioni dovrebbero avere come obiettivo quello di ridurre il disagio del bambino e di migliorare la sua qualità di vita, non semplicemente di contenere i comportamenti problematici.

Consenso informato e decisione condivisa

Con la crescita, è importante coinvolgere il bambino nelle decisioni che riguardano la terapia. Anche quando non può esprimere un consenso formale, è comunque possibile considerare il suo assenso osservando con attenzione come reagisce al trattamento.

Bilanciare benefici e rischi nel tempo

Con il passare degli anni, il trattamento dell’autismo e la terapia farmacologica vanno rivalutati con regolarità. È importante chiedersi se il trattamento stia davvero aiutando il piccolo a sviluppare autonomia, capacità di adattamento e fiducia in sé stesso, e non solo a ridurre i sintomi nel breve periodo.

Un approccio attento ed etico mette al centro la crescita nel lungo termine, l’autonomia e la qualità della vita del bambino.

È possibile gestire l’autismo con meno farmaci o senza farmaci?

L’obiettivo non è per forza eliminare il trattamento farmacologico, ma trovare il giusto equilibrio, cioè la quantità minima necessaria per garantire una buona qualità di vita.

Gli interventi non farmacologici, come quelli comportamentali, educativi e ambientali, restano comunque la base di ogni percorso di supporto nei disturbi dello spettro autistico.

Strategie comportamentali, educative e sensoriali

Molti sintomi possono essere gestiti anche senza farmaci, attraverso degli interventi mirati, ad esempio:

  • Integrazione sensoriale: utilizzo di strumenti come cuffie antirumore per prevenire situazioni di sovraccarico
  • Supporto alla comunicazione: terapia del linguaggio per l’autismo e strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa (CAA) aiutano a ridurre la frustrazione
  • Adattamenti ambientali: contesti più prevedibili, classi meno affollate e routine strutturate

Perché è necessario un approccio multidisciplinare?

I farmaci per l’autismo, da soli, non bastano sempre a gestire tutte le difficoltà. A volte un comportamento come l’aggressività può dipendere da fattori ambientali, ad esempio rumori o luci troppo forti. In questi casi, un intervento sul piano sensoriale può essere più utile di una terapia farmacologica.

Per questo è importante guardare al quadro nel suo insieme. Un approccio multidisciplinare aiuta a capire cosa c’è davvero alla base dei comportamenti, tenendo conto di aspetti ambientali, sensoriali, comportamentali e medici, prima di prendere in considerazione i farmaci.

Approcci di supporto e ambiti di ricerca in evoluzione

La ricerca del miglior farmaco per l’autismo nel bambino è ancora in corso e, sempre più spesso, l’autismo viene studiato secondo una prospettiva più ampia e integrata.

Perché si studiano gli approcci bio-rigenerativi?

I farmaci tradizionali agiscono soprattutto sui neurotrasmettitori, aiutando a regolare umore, attenzione e comportamento. Negli ultimi anni, però, la ricerca si sta muovendo anche in un’altra direzione, cercando di capire come sostenere la salute delle cellule del sistema nervoso.

Questi approcci bio-rigenerativi non vengono considerati una soluzione autonoma, come se fossero il miglior farmaco, ma sono un possibile supporto per migliorare la risposta del cervello alle terapie.

Infiammazione e salute sistemica

Alcuni studi hanno messo in evidenza che, in certi casi, l’autismo può essere associato a differenze nel sistema immunitario o a variazioni dell’asse intestino-cervello. È un ambito ancora in evoluzione, quindi non ci sono delle risposte definitive.

Una delle ipotesi è che ridurre l’infiammazione sistemica possa aiutare il cervello a essere più “flessibile”, cioè più capace di creare nuove connessioni. Questo, in concreto, potrebbe tradursi in una maggiore facilità nell’apprendere, in  una gestione emotiva più stabile, in più attenzione e in una risposta migliore alle terapie.

Terapia con cellule staminali come supporto sperimentale

Oltre alle pillole per l’autismo, la medicina rigenerativa sta cercando di capire se sia possibile intervenire anche sull’ambiente biologico del cervello.

Come le cellule staminali mesenchimali (MSC) possono influenzare i processi immunitari e infiammatori?

Le cellule staminali mesenchimali (MSC) sono studiate proprio per questo. L’idea è che possano contribuire a regolare una risposta immunitaria troppo attiva, con possibili effetti anche sulla comunicazione tra i neuroni.

1. Segnalazione paracrina

Le MSC rilasciano esosomi e altre vescicole che contengono sostanze con effetto antinfiammatorio e fattori utili per il sistema nervoso, come il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor; Fattore Neurotrofico Derivato dal Cervello).

2. Modulazione della microglia

Un altro aspetto studiato riguarda la microglia, le cellule immunitarie del cervello coinvolte nei processi infiammatori e nello sviluppo delle connessioni neuronali. Alcuni studi suggeriscono che le MSC possano influenzare questa risposta, favorendo un equilibrio più regolato e meno infiammatorio. Questo potrebbe rendere l’ambiente cerebrale più adatto alla comunicazione tra i neuroni.

3. Barriera emato-encefalica (BEE)

L’infiammazione può indebolire la barriera emato-encefalica, facilitando il passaggio di sostanze potenzialmente dannose verso il cervello. Le MSC sembrano contribuire a rafforzarla, riducendo la permeabilità dei vasi e rendendo l’ambiente più stabile.

4. Ambiente sinaptico

Riducendo i processi infiammatori, le MSC possono aiutare a migliorare le condizioni in cui avviene la comunicazione tra i neuroni. Questo può favorire la formazione di nuove connessioni e una trasmissione più efficiente dei segnali.

Perché questo approccio non sostituisce le pillole per l’autismo?

Le terapie sperimentali vengono considerate un’integrazione, non un’alternativa alle cure già consolidate. L’obiettivo è capire se possano sostenere i processi biologici di base all’interno di un percorso più ampio. 

Nel trattamento dell’autismo, la terapia farmacologica si affianca al trattamento comportamentale e al supporto educativo e, quando necessario, i farmaci restano uno dei riferimenti principali.

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Dr. Alexandra
Dr. Aleksandra Fetyukhina, MD

Medical Advisor, Swiss Medica doctor


L’approccio di Swiss Medica alla cura individualizzata dell’autismo

Con oltre 14 anni di esperienza nella medicina rigenerativa e circa 3.000 bambini nello spettro autistico seguiti, la nostra clinica ha sviluppato un modello strutturato che riconosce l’unicità biologica di ogni paziente.

Il nostro approccio integra le terapie consolidate, ponendo attenzione anche ai fattori di salute sistemica che possono influenzare il benessere generale e il funzionamento neuroevolutivo.

Valutazione medica e dello sviluppo completa

Il percorso inizia prima dell’arrivo in clinica. Un team multidisciplinare analizza in modo approfondito la storia clinica del bambino, comprese le diagnosi, i trattamenti precedenti e il livello di funzionamento attuale.

All’arrivo, il paziente viene sottoposto a esami diagnostici approfonditi, tra cui valutazioni neurologiche e analisi di laboratorio, per individuare eventuali marcatori infiammatori o squilibri metabolici.

Pianificazione del trattamento personalizzata

Poiché il disturbo dello spettro autistico si manifesta in modo diverso in ogni bambino, il piano terapeutico viene definito su misura. Una volta approvato il caso, il team elabora un programma personalizzato in base al profilo di salute e alle esigenze di sviluppo, stabilendo la durata del soggiorno, la modalità di somministrazione e l’integrazione delle terapie di supporto.

Sicurezza clinica e standard GMP

Per garantire elevati standard di sicurezza, Swiss Medica, il centro delle cellule staminali, dispone di un laboratorio interno conforme alle normative GMP (Good Manufacturing Practice; Buone Pratiche di Fabbricazione), dove vengono preparati i materiali cellulari. In ogni fase vengono controllate la vitalità e la purezza delle cellule, assicurando qualità e sicurezza del trattamento.

Terapia con cellule staminali come supporto

In Swiss Medica, la terapia cellulare viene considerata uno strumento di supporto, non una cura. L’obiettivo è migliorare l’equilibrio biologico dell’organismo, con possibili benefici sul piano funzionale. Le famiglie spesso scelgono questo percorso per poter ottenere miglioramenti nella concentrazione, nella stabilità emotiva e nei tentativi di comunicazione.

Lo scopo è rendere il bambino più ricettivo alle terapie educative e comportamentali già in corso.

Terapie di supporto integrate

Per sostenere al meglio il percorso, integriamo diverse terapie, come la terapia comportamentale per l’autismo, la terapia occupazionale, la fisioterapia e gli interventi di modulazione sensoriale. Ogni attività viene adattata all’età, allo sviluppo e alle caratteristiche del bambino, al fine di mantenere il programma il più possibile efficace e sostenibile.

Follow-up, monitoraggio e assistenza continua

Durante il soggiorno, i bambini vengono seguiti in un ambiente tranquillo, pensato per ridurre il sovraccarico sensoriale.

Una volta rientrata a casa, la famiglia continua a essere accompagnata: i consulenti medici restano in contatto per monitorare il tasso di successo della terapia con cellule staminali per l’autismo e tenere sotto controllo il bambino nelle diverse fasi dello sviluppo.

Swiss Medica Сlinic
Swiss Medica Сlinic
Il nuovo ospedale Swiss Medica, inaugurato nel 2024, offre un ambiente più accogliente rispetto a una clinica tradizionale, aiutando i pazienti a sentirsi più tranquilli e rilassati. Il design, curato e senza barriere architettoniche, rende gli spostamenti più semplici e confortevoli anche per chi utilizza una sedia a rotelle.

Cosa osservano comunemente le famiglie e le équipe di assistenza dopo la terapia con cellule staminali?

Ogni percorso è diverso, ma dalle osservazioni cliniche e dai feedback dei genitori emergono alcune aree in cui si notano più spesso dei miglioramenti. In molti casi, questi cambiamenti si traducono in una riduzione dei sintomi più difficili e in una gestione più serena della quotidianità familiare.

I miglioramenti più frequentemente segnalati includono:

  • Maggiore coinvolgimento cognitivo: miglioramenti nella capacità di attenzione e nella comprensione di istruzioni anche più complesse
  • Maggiore stabilità emotiva: riduzione della frequenza e dell’intensità di crisi di rabbia o di irritabilità
  • Presenza sociale più attiva: miglioramento del contatto visivo e maggiore interesse nell’interazione con genitori e coetanei
  • Regolazione più equilibrata: sonno più regolare e migliore gestione degli stimoli sensoriali

L’esperienza di una famiglia

Le testimonianze più significative sull’impatto del nostro lavoro arrivano dai genitori che affrontano ogni giorno le sfide legate all’autismo. Tal, madre di Yuval, 8 anni, racconta il percorso della sua famiglia:

“Siamo venuti qui per la prima volta circa due anni fa, quando nostro figlio aveva sei anni. Il suo autismo aveva avuto una regressione e aveva quasi smesso di parlare. Dopo il primo trattamento, ha iniziato di nuovo a comunicare: nel giro di poche settimane, ci guardava negli occhi e diceva ’mamma’ e ’papà’.

Dopo un anno, i progressi hanno iniziato a rallentare, così siamo tornati per un secondo trattamento, con l’obiettivo di mantenere i risultati ottenuti, e ha funzionato. Continua a parlare, è più calmo, meno frustrato e più indipendente. Ora siamo tornati per un terzo trattamento, per sostenerlo ancora mentre è in una fase importante della crescita.”

Seguite i progressi di Yuval e altre storie sul nostro canale YouTube ufficiale.

Conclusione: stabilire aspettative realistiche per le famiglie

Quando si valuta l’uso di pillole per l’autismo, è importante tenere presente che non hanno lo scopo di modificare la persona, ma di sostenere il benessere, la partecipazione e la quotidianità.

I progressi raramente sono lineari e i farmaci per l’autismo sono solo una delle possibili risorse a disposizione. Considerare il bambino nella sua globalità e adottare un approccio multidisciplinare aiuta le famiglie a sostenere uno sviluppo più stabile, rafforzare la resilienza e a favorire una partecipazione più attiva alla vita di tutti i giorni.

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Il nostro team è a tua disposizione per aiutarti a capire come la medicina biorigenerativa possa sostenere lo sviluppo di tuo figlio.

Dr. Alexandra
Dr. Aleksandra Fetyukhina, MD

Medical Advisor, Swiss Medica doctor


Domande frequenti

Fonti:

  1. Ying Rong, Chang-Jiang Yang, Ye Jin, Yue Wang, Prevalence of attention-deficit/hyperactivity disorder in individuals with autism spectrum disorder: A meta-analysis, Research in Autism Spectrum Disorders, 2021, https://doi.org/10.1016/j.rasd.2021.101759.

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  3. Lim HK, Yoon JH, Song M. Autism Spectrum Disorder Genes: Disease-Related Networks and Compensatory Strategies. Front Mol Neurosci. 2022;15:922840. doi:10.3389/fnmol.2022.922840.

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  6. Tick B, Bolton P, Happé F, Rutter M, Rijsdijk F. Heritability of autism spectrum disorders: a meta-analysis of twin studies. J Child Psychol Psychiatry. 2016 May;57(5):585-595. doi:10.1111/jcpp.12499.

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