L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da modalità peculiari di comunicazione sociale e comportamento. I primi segni di autismo possono essere difficili da riconoscere nelle fasi iniziali, poiché spesso vengono scambiati per normali variazioni nello sviluppo del bambino.
Riconoscere i segnali precoci consente alle famiglie di accedere a un sostegno mirato allo sviluppo del piccolo anziché concentrarsi sulla ricerca di una “cura”. Benché non tutti i ritardi nello sviluppo indichino l’autismo, essere informati aiuta i genitori a cercare il sostegno specialistico di cui il minore potrebbe necessitare per crescere al meglio.
Quali sono i primi segni di autismo e cosa significano?
Quando i genitori iniziano a informarsi su quali sono i sintomi dell’autismo, possono imbattersi in un insieme di termini clinici e consigli basati su esperienze personali. È importante chiarire che l’autismo, propriamente detto disturbo dello spettro autistico (ASD; dall’inglese Autism Spectrum Disorder), può manifestarsi in modo diverso in ogni soggetto.
Primi segni di autismo, ritardi dello sviluppo e temperamento
Comprendere i segni precoci dell’autismo richiede l’osservazione dei pattern comportamentali nel tempo. È fondamentale distinguere tra:
- Ritardo dello sviluppo: il bambino raggiunge le tappe evolutive in ritardo (linguaggio, abilità motorie), ma l’interesse sociale e l’interazione reciproca possono essere nella norma.
- Temperamento: il bambino tende a essere cauto, timido o lento ad ambientarsi. I tratti della personalità possono influire su quanto si mostri espressivo, soprattutto in posti nuovi o con persone che non conosce.
- Primi segni di disturbi dello spettro autistico: i primi segni di autismo riguardano perlopiù difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale, a cui si aggiungono comportamenti o interessi ristretti e ripetitivi, con ampie variazioni da caso a caso.
Anziché trattare queste voci come una checklist, può essere utile usarle come riferimento per individuare pattern ricorrenti. Una diagnosi richiede una valutazione professionale che analizzi lo sviluppo nel contesto: cosa accade, con quale frequenza e in che modo influisce sull’apprendimento e sulla partecipazione quotidiana.

Perché è importante riconoscere i segni precoci dell’autismo
Molti genitori si chiedono: “Quando compaiono i primi segni di autismo?”. Benché una diagnosi venga in genere formulata a uno o due anni, i primissimi segni di autismo sono talvolta osservabili già prima.
Riconoscere le prime criticità può aiutare le famiglie ad adottare misure concrete:
- riferire quanto osservato nelle visite pediatriche di routine
- completare lo screening standard (spesso utilizzato a 18 e 24 mesi)
- accedere prima ai servizi di sostegno, se necessario
Uno strumento di screening comunemente utilizzato è l’M-CHAT-R/F, messo a punto per individuare i soggetti tra 16 e 30 mesi che potrebbero necessitare di valutazioni più approfondite.
Un’identificazione precoce consente di pianificare lo sviluppo e di avviare terapie mirate in tempi più rapidi, senza fare promesse sui risultati.
Quando si possono osservare i primi segni dell’autismo? Segnali precoci di ASD per fasce d’età
Lo sviluppo segue un percorso cronologico e i segni dell’autismo tendono a cambiare man mano che il bambino cresce.
Nel primo anno di vita, gli iniziali segni di autismo si manifestano nell’assenza dei comportamenti sociali che ci si aspetterebbe:
- Contatto visivo limitato: il neonato non cerca lo sguardo del genitore durante il gioco o i pasti.
- Sorriso sociale ridotto: l’infante potrebbe sorridere meno frequentemente in risposta al sorriso di chi si prende cura di lui.
- Mancata risposta al nome: entro i 9-12 mesi la maggior parte dei bimbi si volta quando viene chiamata per nome. Una mancata risposta costante può essere un indicatore del disturbo dello spettro autistico.
12-18 mesi: primi segni di autismo nella comunicazione e nel gioco
In questa fase, i primi segnali dell’autismo riguardano spesso difficoltà nell’attenzione condivisa, ossia la capacità di condividere l’interesse per qualcosa con un’altra persona:
- Uso limitato del gesto di indicare: il bambino potrebbe non indicare oggetti per mostrarli a chi si prende cura di lui, come un’immagine in un libro, un giocattolo o qualcosa che accade nelle vicinanze.
- Attenzione condivisa limitata: il bambino potrebbe non voltarsi verso il genitore per condividere un momento di interesse o entusiasmo.
- Regressione: alcuni bambini possono perdere le competenze linguistiche o sociali già acquisite.
18-24 mesi: segnali precoci di autismo nel linguaggio e nell’interazione
Entro i due anni di età, i segnali precoci di autismo diventano più evidenti nel gioco sociale:
- Gioco simbolico limitato: il bambino potrebbe non fingere di “guidare” una macchina o di “dare da mangiare” a una bambola.
- Comportamenti ripetitivi: può ripetere azioni come far girare le ruote di una macchinina invece di spingerla o allineare oggetti.
- Limitata imitazione: potrebbe non imitare gesti semplici come salutare con la mano o battere le mani.
2-3 anni: autismo, sintomi e segnali nelle routine e nell’interazione con i coetanei
Con l’ingresso nell’età prescolare, i segnali dell’autismo tendono a diventare più evidenti nel modo in cui il bambino si relaziona all’ambiente:
- Routine rigide: per esempio, un cambiamento nel tragitto verso il parco o l’assenza di una tazza specifica possono causare forte disagio.
- Difficoltà nelle transizioni: il bambino può faticare a passare da un’attività all’altra, manifestando reazioni intense.
- Interazione limitata con i coetanei: può preferire giocare accanto agli altri bambini anziché con loro.
Un avvertimento importante: alcuni bambini preferiscono il gioco solitario, ma continuano comunque a cercare il contatto, condividere momenti piacevoli e comunicare in modo flessibile.
Uno degli aspetti principali del disturbo dello spettro autistico riguarda la comunicazione e l’interazione sociale. Nella vita quotidiana, questo può manifestarsi in differenze nel modo in cui il bambino presta attenzione alle persone, condivide l’attenzione e utilizza i gesti per relazionarsi.
Mancata risposta al nome, contatto visivo limitato e ridotta attenzione condivisa
I primi segnali dell’autismo si notano spesso quando un bambino tende a stare, come si suol dire, “nel suo mondo”. L’attenzione condivisa, come per esempio il gesto di indicare un cane e poi guardare il genitore per vedere se lo nota anche lui, è una pietra miliare dello sviluppo sociale. Quando questa attenzione condivisa è ridotta, ciò rappresenta uno dei segnali precoci più comuni associati all’ASD.
Scarsa gestualità, indicazione e imitazione come segni precoci dell’autismo
I gesti sono i precursori del linguaggio. Tra i primi segnali dell’autismo può esserci il fatto che il bambino utilizzi la mano del genitore come “strumento” (per esempio posizionandola su un barattolo per aprirlo) invece di indicare o usare il contatto visivo per chiedere aiuto.
Linguaggio e comunicazione: segni precoci dell’autismo nei bambini
La comunicazione non riguarda solo la capacità di parlare, ma anche l’intenzione di entrare in relazione. Nel normale sviluppo i bambini utilizzano suoni, gesti, espressioni facciali e contatto visivo per condividere interessi, chiedere aiuto e partecipare a interazioni reciproche, spesso molto prima di parlare chiaramente.
Ritardo del linguaggio o primi segni di autismo? Come distinguerli
Il ritardo nel linguaggio non è sempre indicativo di una forma di autismo grave. Può dipendere anche da altri fattori non correlati all’autismo, come problemi di udito o altri disturbi della crescita.
Nell’autismo, un ritardo nel linguaggio può accompagnarsi a una comunicazione non verbale meno costante, per esempio un numero ridotto di gesti ed espressioni facciali utilizzati per relazionarsi.
Ecolalia e ripetizione di frasi possono essere i primi segnali dell’autismo?
L’ecolalia, ovvero la ripetizione di frasi tratte da film, libri o persone, può rappresentare uno dei primi segnali dell’autismo.
Mentre in genere i bambini ripetono frasi durante l’apprendimento del linguaggio, i soggetti nello spettro autistico tendono a usare l’ecolalia ritardata, ripetendo una frase anche giorni o settimane dopo, solitamente in un contesto simile. Questo comportamento può avere uno scopo, come autoregolarsi, esprimere un bisogno o comunicare un’emozione quando il linguaggio spontaneo è difficoltoso.
Capire il linguaggio e usare il linguaggio
Alcuni bambini nello spettro autistico possono conoscere molti vocaboli ma incontrare difficoltà nella pragmatica del linguaggio. Per esempio, magari conoscono il nome di ogni genere di dinosauro (linguaggio espressivo) ma hanno difficoltà a seguire semplici istruzioni o a rispettare i turni in una conversazione. Questo accade perché tali compiti richiedono non solo la comprensione delle parole ma anche abilità aggiuntive come attenzione, pianificazione e autoregolazione.
Segnali precoci dell’autismo legati al comportamento e ai sensi
Il secondo aspetto principale riguarda comportamenti ristretti o ripetitivi e differenze sensoriali. Questi comportamenti possono manifestarsi precocemente, ma si osservano anche in soggetti non affetti da autismo, perciò sono importanti sono importanti i pattern e l’intensità con cui si presentano.
Movimenti ripetitivi e routine rigide: segnali precoci tipici dell’autismo
Tra i segnali precoci più comuni dell’autismo ci sono i movimenti motori ripetitivi, che prendono il nome di “stimming”, tra cui:
- agitare le mani o schioccare le dita
- dondolarsi avanti e indietro
- camminare in punta di piedi
- allineare i giocattoli in una fila perfetta invece di giocarci
Da osservare sono la frequenza e l’impatto di tali comportamenti. Molti bambini ripetono occasionalmente certe azioni. Gli specialisti considerano rilevanti i comportamenti persistenti e intensi, che interferiscono con l’apprendimento o la vita quotidiana.
Sensibilità sensoriale come sintomo dell’autismo
Molti bambini nello spettro autistico vivono il mondo in modo più intenso. I segni precoci dell’autismo spesso riguardano differenze nell’elaborazione sensoriale.
| Uditivo | Coprirsi le orecchie al suono di un aspirapolvere o di un asciugacapelli. |
| Tattile |
|
| Visivo | Essere affascinati da luci rotanti o guardare gli oggetti di lato. |
Interessi intensi e pattern “fissi” nella prima infanzia
Molti bambini hanno un giocattolo preferito, ma tra i primi sintomi dell’autismo figura un’intensità di interesse difficile da interrompere. Il bambino potrebbe “fissarsi” su uno specifico oggetto o argomento e trascurare ogni altra attività e interazione sociale.
Quali sono i cinque segnali precoci più comuni dell’autismo?
Se si desidera una panoramica sintetica dei segni precoci dell’autismo, ecco cinque pattern da monitorare:
-
1
Contatto visivo limitato o discontinuo: difficoltà a mantenere lo sguardo durante le interazioni sociali.
-
2
Mancata risposta al nome: non voltarsi quando si viene chiamati, entro i 12 mesi.
-
3
Pochi gesti o indicazioni: non usare le mani per mostrare, raggiungere o salutare.
-
4
Linguaggio ritardato o atipico: ritardi significativi nelle prime parole pronunciate o utilizzo di un linguaggio ripetitivo.
-
5
Comportamenti ripetitivi: movimenti ripetitivi o necessità di routine rigide.
Questi sintomi sono spesso riscontrati nei bambini a cui viene successivamente diagnosticato l’autismo, ma non è detto che chiunque ne manifesti uno o più rientri automaticamente nello spettro autistico. Una valutazione specialistica è indispensabile per una diagnosi accurata.
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La “regola dei 6 secondi” e cosa non dice sui primi sintomi dell’autismo
Avrai sentito parlare della cosiddetta “regola dei 6 secondi”, l’assunto che, se un bambino non stabilisce il contatto visivo entro 6 secondi, soffra di autismo. È doveroso sottolineare che non si tratta di uno strumento clinico riconosciuto né di un valido metodo diagnostico.
In che modo i genitori possono notare i primi segni di autismo a casa
I primi ad accorgersi dei cambiamenti nello sviluppo dei bambini sono proprio i genitori. Per riconoscere i primi campanelli d’allarme:
- Osserva i comportamenti nel tempo: non concentrarti su una sola giornata difficile, ma presta attenzione ai comportamenti che si ripetono nel corso delle settimane.
- Prendi nota: segnati quando il bambino fatica con le transizioni o non risponde al proprio nome.
- Consulta uno specialista: riferisci le tue osservazioni durante un colloquio con il pediatra.
Segni precoci dell’autismo spesso trascurati nei bambini più grandi e negli adulti
Talvolta il disturbo dello spettro autistico e i suoi segnali precoci sono sottili e non vengono riconosciuti fino all’età scolare o addirittura all’età adulta. Questo accade più facilmente quando una persona ha buone competenze linguistiche, un buon rendimento scolastico e impara a far fronte alla situazione imitando i coetanei.
In questi casi, le differenze si manifestano meno come ritardi evidenti e più come uno sforzo “nascosto”. La persona sembra cavarsela all’apparenza, ma la vita sociale, le transizioni e lo stress sensoriale hanno un impatto maggiore.
Segnali precoci sottili dell’ASD nell’infanzia
Alcuni bambini nello spettro autistico possono avere buone capacità linguistiche e raggiungere le tappe evolutive fisiche nei tempi previsti, ma trovare comunque difficili le situazioni sociali. Possono avere difficoltà a interpretare il sarcasmo, la comunicazione indiretta o le regole sociali non scritte che spesso caratterizzano le interazioni tra coetanei.
Masking e riconoscimento tardivo del disturbo dello spettro autistico
Il masking si verifica quando un soggetto impara a celare i propri tratti autistici per adattarsi agli altri. Questo si osserva più frequentemente nelle femmine e può portare a un riconoscimento tardivo dell’autismo, spesso dopo che il soggetto ha sperimentato burnout, ansia o crolli emotivi a causa dello sforzo continuo di adattarsi.
Quando rivolgersi a uno specialista per i segnali precoci dell’autismo
Se noti comportamenti che corrispondono ai sintomi dell’autismo lieve, il primo passo è richiedere una valutazione professionale. Può essere opportuno consultare:
- Pediatra: per uno screening iniziale ed eventuali indicazioni verso altri specialisti.
- Specialista dello sviluppo: medici specializzati nella crescita e nel comportamento dei bambini.
- Neurologo pediatrico: per escludere altri disturbi neurologici.
- Psicologo infantile: per una valutazione diagnostica completa.
Una valutazione completa prevede l’osservazione del piccolo, la raccolta di una dettagliata anamnesi e l’utilizzo di appositi strumenti di valutazione per ottenere un quadro accurato del suo sviluppo, anche nei casi in cui i sintomi dell’autismo lieve possono essere più difficili da riconoscere.
Cosa fare dopo una diagnosi precoce del disturbo dello spettro autistico
Una diagnosi precoce consente di ricevere un sostegno mirato. Gli interventi basati sull’evidenza puntano ad aiutare il bambino a orientarsi in un mondo che non è sempre progettato per le sue esigenze sensoriali e sociali. Tra le strategie più comuni si annoverano:
- Terapia comportamentale (ABA; dall’inglese Applied Behavior Analysis): per sviluppare abilità utili e ridurre il disagio.
- Logopedia: per favorire un miglioramento sia nei suoni del linguaggio che nell’uso sociale della comunicazione.
- Terapia occupazionale: per favorire l’elaborazione sensoriale e le abilità motorie.
- Coinvolgimento dei genitori: per fornire risorse e strumenti necessari a seguire adeguatamente il bambino nell’ambiente famigliare.

Scopri le opzioni di supporto alternative per l’autismo
Desideri una panoramica chiara degli approcci complementari che alcune famiglie prendono in considerazione insieme alle cure standard? Abbiamo preparato una guida dettagliata che illustra le opzioni di trattamento alternative per l’autismo, quali benefici possano portare nella vita quotidiana e come valutarle oculatamente, senza promesse o pressioni.
Opzioni di trattamento alternative per l’autismoPerché alcune famiglie valutano la terapia con cellule staminali dopo una diagnosi di autismo
Le terapie standard sono fondamentali, ma ciò non toglie che sempre più famiglie prendano in considerazione opzioni innovative, dal momento che la ricerca sulla terapia con cellule staminali è tuttora in corso.
La terapia con cellule staminali per l’autismo viene studiata per il suo potenziale nel contrastare la neuroinfiammazione e la disregolazione del sistema immunitario, fattori considerati parte delle cause complesse e delle caratteristiche biologiche osservate nei bambini nello spettro autistico.
È importante sottolineare che la terapia con cellule staminali non è una “cura” e non è ancora considerata uno standard di trattamento. Per prendere una decisione informata e consapevole è doveroso informarsi sullo stato attuale della ricerca, compresi i possibili effetti collaterali della terapia con cellule staminali per l’autismo.
Swiss Medica, rinomato centro di cellule staminali con sede in Serbia, affronta tale terapia come parte di un percorso medico strutturato, non come un protocollo standard applicato indistintamente a tutti.
Prima di qualsiasi decisione viene effettuata una valutazione medica completa, che tiene conto dello stato di salute generale del bambino, dei controlli e della definizione di obiettivi realistici e misurabili. Le famiglie apprezzano anche un’assistenza coordinata tra una pluralità di specialisti, che garantisce chiarezza sugli obiettivi del trattamento, sui limiti, sul monitoraggio e sul follow-up.
L’esperienza di un paziente con la terapia con cellule staminali presso Swiss Medica
La mamma di Uval ha deciso di rivolgersi a noi in seguito a un cambiamento improvviso che ha alterato gli equilibri della famiglia. Ricorda che a 3 anni il piccolo Uval era al passo con le tappe di sviluppo, poi verso i 4 anni si è verificata una regressione evidente. Aveva smesso di parlare e sembrava “scomparire”, nonostante i continui sforzi per aiutarlo.
Prima di rivolgersi a Swiss Medica, la famiglia di Uval aveva provato vari trattamenti, tra cui logopedia, terapia comportamentale e farmaci, senza ottenere risultati apprezzabili. Hanno quindi deciso di cercare altre soluzioni, continuando a mantenere aspettative realistiche e a rispettare le esigenze del piccolo.
«Dopo esserci rivolti a Swiss Medica abbiamo notato un miglioramento significativo. Già poche settimane dopo il trattamento, Uval ha ricominciato a chiamarci “mamma” e “papà”. Ora riesce a formulare frasi complete. È più presente. La nostra quotidianità è cambiata in meglio perché finalmente possiamo comunicare con nostro figlio.»
Swiss Medica ha seguito oltre 3.000 pazienti pediatrici. Alcune famiglie hanno scelto di condividere pubblicamente le loro esperienze. Le loro testimonianze sono disponibili sul nostro canale YouTube ufficiale.
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Domande frequenti
1. Nell’autismo i sintomi che tendono a manifestarsi per primi quali sono?
I segnali precoci più comuni possono includere contatto visivo limitato, mancata risposta al nome, ritardo nel linguaggio e nei gesti e comportamenti ripetitivi.
2. Quando si possono notare i primi segnali di autismo?
Nella forma lieve di autismo i sintomi iniziali possono comparire già tra i 6 e i 12 mesi. Le diagnosi più affidabili si fanno di solito tra i 18 e i 24 mesi.
3. L’autismo può essere diagnosticato a 18 mesi?
Sì, nello spettro autistico i sintomi possono essere identificati dagli specialisti entro i 18 mesi, utilizzando strumenti di screening standardizzati e l’osservazione clinica.
4. Il ritardo del linguaggio è sempre associato all’autismo?
No. Il ritardo del linguaggio è piuttosto comune e può avere molte cause. Tuttavia, diventa un segnale precoce dell’autismo, soprattutto per chi si chiede quali sono i sintomi dell’autismo, quando è accompagnato da difficoltà sociali e comportamentali.
5. Cosa posso fare se noto i segnali precoci dell’autismo nel mio bambino?
La prima cosa da fare è prenotare al più presto uno screening con il pediatra o uno specialista dello sviluppo.
6. I farmaci possono essere d’aiuto quando un bambino mostra segnali precoci di autismo?
I farmaci non curano l’autismo ma possono alleviare i sintomi associati, come irritabilità, disturbi del sonno, ansia e iperattività, che possono ostacolare i trattamenti, da eseguire sempre sotto l’attenta supervisione di un medico.
Fonti:
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Tanner A, Dounavi K. The Emergence of Autism Symptoms Prior to 18 Months of Age: A Systematic Literature Review. J Autism Dev Disord. 2021 Mar;51(3):973-993. doi: 10.1007/s10803-020-04618-w. PMID: 32734422; PMCID: PMC7954747.
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MD, Pediatrician, Regenerative Medicine Specialist





